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Il profumo degli angeli

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Il 2009 stava per chiudersi come gli altri anni...

I vari progetti di passare il Capodanno in modo diverso (a Praga o in un hotel 4 stelle in Toscana con centro benessere, ecc.) erano sfumati ad uno ad uno e io e mia moglie ci accingevamo a passare la serata insieme ai soliti amici, con spumante, panettone, lenticchie, e poi tutti sul terrazzo a vedere i fuochi. 

 Mentre gli altri si preparano per la cena, accompagno mia figlia Marta a una festa in un luogo introvabile dei Castelli Romani. Arriviamo con oltre mezz’ora di ritardo dopo una serie di tentativi falliti. Era infatti una notte di vento e di pioggia battente e a malapena si distingueva la strada.

Dopo aver lasciato Marta, mi avvio verso casa per raggiungere gli altri, che intanto avevano iniziato a cenare. Improvvisamente, dopo una curva, mi trovo davanti un cane che vaga con aria smarrita e quasi esco di strada per evitarlo. Ecco, ci siamo! Vuoi vedere che finisco l’anno in bellezza! Andiamo piano e con prudenza!

Poco dopo intravedo a una fermata dell’autobus un uomo sui trent’anni che sotto gli scrosci di pioggia accenna un timido gesto per attirare la mia attenzione. Per un motivo che ancora non riesco a capire, invece di tirare dritto per la mia strada, come avrei solitamente e vilmente fatto, mi fermo, apro lo sportello e gli offro un passaggio.

Quando l’uomo, incredulo, sale e si siede in macchina, mi rendo conto di aver commesso un’imperdonabile imprudenza. Alto, con un giubbotto nero, sicuramente un extracomunitario, l’uomo teneva stretto qualcosa in mano nella tasca del giubbotto. Addio. E’ fatta! Questo ha una pistola in tasca e non gli pare vero di aver trovato un pollo da spennare!

Con il cuore in gola, cercando di non dare a vedere quanto fossi spaventato, lo scruto con la coda dell’occhio per scoprire magari di essermi sbagliato. Ma il suo volto duro e segnato dalla vita e il miscuglio nauseabondo dell'odore del suo alito saturo di alcolici e della colonia dozzinale di cui era impregnato, non mi rassicurano affatto.

Intanto l’uomo, che aveva detto di essere rumeno e di lavorare nell’edilizia, comincia a spiegarmi, in un italiano stentato, che aveva perso il pullman del COTRAL e che stava cercando di raggiungere un suo amico a Roma per passare insieme il Capodanno. Continuava poi a ringraziare il cielo e a stupirsi del fatto che mi fossi fermato a prenderlo.

Veramente ero stupito anch’io! Più di lui! Ma chi me l’ha fatto fare! Vabbè che sono un laico francescano e dovrei sempre accogliere il fratello più sfortunato, ma questo è armato!

Mentre cercavo disperatamente una via d’uscita, vedo con terrore che con uno sguardo sinistro comincia a estrarre qualcosa dal giubbotto. Ecco, ci siamo! Si accontenterà dei soldi che ho nel portafoglio? Sarà un serial-killer? Sto per lasciare una vedova e due orfane? Chi la sente poi mia moglie? Manteniamo la calma; in fondo in fondo avrà anche lui un po’ di cuore! Forse mi risparmia la vita.

In quel momento, con un sorriso grande come tutta la bocca, tira fuori dal giubbotto una... bottiglia di spumante! Oddio, non è una pistola, sia ringraziato il Cielo! ...ma non gli basta quello che ha già bevuto?!

Decisamente più sollevato, comincio a considerare l’ipotesi che, tutto sommato, potrebbe davvero trattarsi di un povero diavolo che si guadagna la vita con il sudore della fronte e che sta cercando di non passare la notte di Capodanno solo come un cane.

Intanto continua a ringraziare e lodare Iddio e a benedirmi per averlo aiutato: mi dice che sono un grande uomo (!), che nessun altro si sarebbe fermato (e lo credo!) e intanto si asciuga le lacrime, delle vere lacrime! Oddio, ma allora quest’uomo ha davvero un cuore grande, è capace di gratitudine, è pieno di umanità! Magari fossi anch'io così!

Vergognandomi di aver pensato così male di lui, sento che comincio anch’io a commuovermi. Sotto un vero diluvio lo accompagno fino alla stazione della metro (inizialmente pensavo di scaricarlo alla prima fermata utile degli autobus urbani...) e gli dò pure un vecchio ombrello che avevo in macchina.

Al momento del commiato ci abbracciamo come fratelli e ci salutiamo con le lacrime agli occhi.

Tutti e due avevamo il cuore gonfio di gratitudine per quello che il Signore ci aveva voluto donare in quei pochi, inaspettati, preziosi minuti della nostra vita! E proprio alle soglie del nuovo anno! Come un invito, per me in particolare, a voler rinnovare la mia vita e puntare su quello che dà vera gioia: l’amore verso i fratelli, come ci ha insegnato Gesù.

Mentre guido beato per raggiungere a cena gli amici, mi rendo improvvisamente conto che l’odore che lo sconosciuto aveva lasciato in macchina e su di me, non sembrava più sgradevole e anzi mi confortava, rinforzando in me il ricordo e l’emozione di quell’esperienza.

C’era però ancora qualcosa di strano che non riuscivo a definire...

Improvvisamente capisco di cosa si tratta: quando lo avevo raccolto, lo sconosciuto stava aspettando l’autobus chissà da quanto tempo e senza ombrello sotto scrosci di pioggia battente; ma quando è salito in macchina... era completamente asciutto!  

Ma non sarà per caso che il profumo degli Angeli è proprio quel miscuglio di odore di vino e di colonia da quattro soldi?!

 Povero

 

 

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Ultimo aggiornamento Venerdì 27 Maggio 2011 09:43  

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